Luciano Ventrone

1942, Roma, Italia

Biografia

Nasce a Roma nel 1942. A cinque anni, da solo, si trasferisce per alcuni anni in Danimarca, esperienza che sarà molto importante per la sua vita. Negli anni ’60, dopo un periodo di studi in Architettura, si dedicherà del tutto alla pittura. Nel 1980 realizza Caravaggio 1, a cui faranno seguito la Conversione di Paolo e, nel 1984, la Canestra, riempita però di frutta esotica. Realizza mostre personali in tutto il mondo: Studio Forni, Milano (2004); Albemarle Gallery, Londra (2005); Bernarducci & Meisel Gallery, New York (2008); Palazzo del Broletto, Como (2010); State Russian Museum, San Pietroburgo (2010); Hollis Taggart Galleries, New York (2010); Fondazione per i Ragazzi del mondo di Ibrahim Kodra, Melide (Svizzera, 2010); Art Bejing Contemporary Art Fair, Pechino (2011). I suoi dipinti sono conservati in importanti collezioni private e pubbliche, in Italia e all’estero. Tra queste, la Collezione d’Arte Moderna del Senato Italiano, la Collezione della National Gallery of Art di Washington e la Collezione dello State Russian Museum di San Pietroburgo. Nel 2011 partecipa alla LIV Edizione della Biennale di Venezia. 

Dal 1995 vive e lavora a Collelongo nel Parco Nazionale d’Abruzzo. 


La pittura, unita ad un’incessante e mai esaurita ricerca, è una vocazione che Ventrone sente fortissima già da piccolo e che lo accompagna da sempre imponendolo come uno dei maggiori protagonisti viventi dell’arte figurativa italiana. Dopo avere studiato tutti i temi dell’arte contemporanea approda al realismo; un realismo a dir poco straordinario, dove la ricerca del dettaglio nella figurazione assume i caratteri di vera e propria “indagine scientifica”. Pur partendo dalla fotografia, però, l’artista se ne distacca subito per arrivare a una paradossale astrazione del soggetto, che cessa di essere materia per vivere solo attraverso la luce. Il lavoro di creazione dell’opera, infatti, è lento e laborioso, strato dopo strato, pennellata dopo pennellata, per arrivare a una perfezione tale per cui l’artista raggiunge “l’idea stessa dell’oggetto”, in un’accezione che si osa definire metafisica. Nelle sue opere l’essenza delle cose è letteralmente scoperchiata davanti ai nostri occhi e, parafrasando Elena Dibartolomei in uno suo scritto, ci ferma il respiro, costringendoci a riprendere a respirare in modo molto più lento e più riflessivo, prendendo il ritmo di composizione della tela stessa. Assolutamente da considerare parte dell’opera, infine, sono i titoli attraverso i quali l’artista ci permette di sbirciare dietro cotanta maestria. 


Highlight 

Giovanissimo, collabora, con i suoi disegni dal vero, alla stesura del testo universitario Sistema nervoso centrale di anatomia umana per l’Università Cattolica di Roma. Nel 1983 un articolo scritto da Antonello Trombadori su L’Europeo induce lo storico dell’arte Federico Zeri ad interessarsi alla ricerca di Ventrone, suggerendogli di affrontare il tema delle nature morte. È proprio da qui che inizia la sua lunga e ancora non completa ricerca sui vari aspetti della natura. 

I Do di Luciano Ventrone

Opere e contributi